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| I
temi del tango di Gino Pastore |
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| Nel
tango argentino, più che negli altri balli, l'uomo
"conduce" e la donna segue. |
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| Mi
chiedo come mai oggi ci si possa ancora innamorare del tango
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Indagine
semisera sul perchè amiamo il tango |
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Le stagioni
del ballo
di Maurizio Mazzotta
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Chi
sotto i piedi sente ritmi e melodie a sessant'anni può
narrare le differenti stagioni, i cambiamenti nel ballo,
le diverse sollecitazioni che lo hanno accompagnato
negli anni.
A quindici anni si inventavano feste da
ballo sulle terrazze… come si riuscisse a ballare sulla
ruvida "chianca" - il mattone salentino per esterni
- oggi sembra un mistero, che si svela appena il ricordo
ci riporta a quei tempi, quando la festa da ballo era
l'unica occasione di incontro con le ragazze. Allora
c'era la voglia di muoversi ma il motivo principale
era incontrare la ragazza che ti piaceva e stringerla
tra le braccia, poco purtroppo, perché ai bordi delle
piste, lungo il parapetto, c'era l'occhio ultravigile
delle madri impettite e toste. E allora non ti rimaneva
che ballare, nel senso di muoverti con quei pochi passi
che permettevano alla ragazza di seguirti e di divertirsi.
Il ballo era una scusa che comunque diventava un piacere
e forse rispondeva a un bisogno.
A vent'anni le cose cambiarono: non c'erano madri
vigili nella sala Pichetti di Roma. Luogo rinomato a
quei tempi come sala da ballo frequentata nel pomeriggio
del sabato da ragazzi e ragazze: il ballo ancora una
volta non era obiettivo primario. Conobbi una ragazza
di Frosinone, rotondetta, formosa, carina…
Anni Sessanta: i tempi e i comportamenti
cambiano. Ragazzi e ragazze non hanno bisogno di incontrarsi
nelle sale da ballo, ma hanno voglia di ballare, di
muoversi. A Roma sorge il Piper, la famosa discoteca.
La coppia si scoppia, il ballo diventa il vero scopo,
catarsi, voglia che nasceva dal profondo, quasi danze
di tribù primitive. Si ballava con poco garbo e passi
ripetitivi, ma c'era pure chi si muoveva bene con eleganza
e fantasia.
Nuove condizioni, nuova musica, altre occasioni.
Se da una parte si precisavano balli di gruppo dei giovani
politicizzati e alternativi, dall'altra, anche con ritmi
scatenati, tornava la voglia di coppia. Cominciai a
divertirmi veramente, anche quando la voglia di coppia
restrinse il ballo a un solo mattone, a un ondeggiare
perenne che stimolava il tatto e l'odorato. Tornana
la morbosità degli incontri della sala Pichetti. Comunque
mi concentrai sul ballo e sorse in me il bisogno di
competenza: studiare i passi dei latino-americani, per
esempio. Più nasceva la voglia di saper ballare, più
avevo voglia di scatenarmi, ma rimanevo frustrato specie
quando osservavo chi aveva un repertorio invidiabile
di passi e capacità di guidare la partner e di darle
possibilità di esprimersi.
Quando in questi ultimi tempi è riapparso
il liscio, mi trovavo nella situazione ottimale, con
una compagna che aveva la stessa voglia di imparare.
Andammo a scuola ( vari maestri, forse troppi!), apprendemmo
sequenze ordinate di tango, valzer, fox e latino americani
e via dicendo. Imparammo a ballare. Il mio stile era
compromesso ormai purtroppo dallo stomaco abbondante.
Ci siamo divertiti, mia moglie ed io, finché non ci
siamo stancati di un bel po' di cose. Primo: di ballare
quasi esclusivamente noi due per via della sequenza
rigida, preordinata e per via dei passi che sia pure
in modo complementare conoscevamo entrambi. Secondo:
che la sequenza rigida non permetteva di interpretare
appieno la musica. Terzo: il tutto ( anche le balere
sovrabbondanti di bambini e madri permissive e incoscienti
) non era più stimolante. Per quanto mi riguardava,
ballato un tango, un valzer, un fox ed altri, ciascuno
una volta sola, me ne sarei tornato volentieri a casa.
Finché non scoprimmo il tango argentino. Ahimé! Stavamo
riproducendo gli stessi errori: una sequenza preordinata,
la partner fissa. Ma una milonga a Roma fu
illuminante. Capimmo cosa è il tango argentino. E' la
possibilità di un incontro, sia pure limitato al tempo
del ballo; il rinnovarsi degli incontri ti offre stimoli
nuovi, si riscoprono le differenze tra i corpi; un incontro
tra i sessi complice il tango ma dal tango stesso sublimato.
Dunque quasi, rivisitati e corretti, i miei quindici
o trenta anni, quando ballavo col piacere di abbracciare
il corpo di una donna. I dieci anni di liscio mi sembrano
anni perduti, sprecati. Ora posso cimentarmi a interpretare
la musica. Mi è sufficiente volteggiare con una donna
il cui corpo mi attrae e trasportarla in un sogno di
note e movenze variate e….. eleganti quel tanto che
posso alla mia età e col mio fisico. |
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