Nel tango argentino, più che negli altri balli, l'uomo "conduce" e la donna segue.
 
Mi chiedo come mai oggi ci si possa ancora innamorare del tango.
 
Le stagioni del ballo di Maurizio Mazzotta
 
Indagine semisera sul perchè amiamo il tango
 
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I temi del tango
di Gino Pastore
 

L'amico Gino Pastore, un creativo le cui forme espressive ruotano attorno al designer è qui con noi, in questa pagina, come tanghèro, un vero appassionato tanghèro che approfondisce i temi del tango da decenni. Si reca sistematicamente in Argentina e ha appreso il tango osservando ed esercitandosi in estenuanti maratone nelle milonghe.

La forza dell'autodidatta è la grande motivazione che lo anima, e la motivazione accresce le capacità di apprendimento.

Nel caso del tango poi va detto che Gino, non preoccupandosi eccessivamente di passi e figure, è più proteso nell'esprimere ciò che quel particolare tango gli suggerisce. E per questo è tra quei pochi, nelle milonghe, che cercano veramente di ballare interpretando.

Negli scritti che presentiamo Gino PASTORE analizza i contenuti di alcuni tanghi sfatando luoghi comuni.

Il tango è maschilista?

Un luogo comune sul tango è quello di considerarlo
maschilista. In molti testi del tango cantato vien
fuori, invece, l'immagine di un uomo perdente, vinto e
umiliato dalla donna. Riporto di seguito la
traduzione di due esempi per tutti. Non dimentichiamo
di inquadrare i testi nel loro periodo storico, cioè
dei nostri bisnonni. Chiaro che si legge anche
l'ironia. II tango è tutto e il contrario di tutto.
Uno può leggerci il maschilismo o il femminismo
indifferentemente. E' la rappresentazione in versi
della vita con le sue sfumature e contraddizioni. In
un' intervista di pochi giorni fa, Adriana Varela,
mito vivente del tango cantato, afferma che il tango
non è maschilista, tuttalpiù lo è ancora la
societa' in cui viviamo.….


Ladra
Enrique Santo Discepolo, 1928


Per esser stato buono,
mi hai mandato in miseria,
mi lasciasti nell'indigenza,
mi hai rubato anche il colorito.
In sei mesi
mi hai mangiato il mercatino,
la casetta delle ferie,
la gancera, il bancone...
Ladra!...
Mi hai rubato perfino l'amore...
Ora,
tanto mi spaventa una donna,
che se per strada una mi fissa
mi metto accanto a un vigile.

Cio' che mi da piu' rabbia,
e' l'essere stato tanto stupido!

Se un mese fa avessi saputo
cio' che ho saputo ieri,
non sarei stato sbeffeggiato
dai tuoi inganni di donna...
Oggi mi rendo conto che tua madre
"nobile vedova di un guerriero",
e' la ladra di grande fama
che ha schiacciato i trentatre!
E ho saputo che il guerriero
che mori' pieno d'onore,
non mori' ne fu guerriero
come mi abindolasti tu.
E' canuto e registrato
come agente di camorra,
professore capobastone,
malandrino e truffatore!

Insieme
mi avete pelato a zero,
la tua figura fu l'amo
dove andai ad abboccare.
Avete inghiottito
tu, la vedova e il guerriero
cio' che mi costo' dieci anni
di pazienza e lavoro...

Ladri!
tu, la tua vecchia e tuo padre,
Guarda!
Attenti che se cambia la partita
e ho il coltello dal manico,
non vi do il tempo di scappare.

Cio' che mi da piu' rabbia,
e' l'essere stato tanto stupido!

Quel cappotto di ermellino
Manuel Romero, 1929


Quel cappotto di ermellino
tutto foderato in lamé,
che copriva il tuo corpicino
all'uscita del cabaret.
Quando mi passasti accanto,
abbraccetto a quel gigoló,
quel cappotto di ermellino
quanta pena mi causo'!

Ti ricordi? era il momento
culminante dell'amore;
io stavo senza soldi,
tu desideravi l'ermellino.
Quante volte tremando,
insieme, davanti alla vetrata,
mi dicevi sospirando:
Ai, amore, se tu potessi!
E io con mille sacrifici
alla fine te lo potetti comprare,
mi indebitai con amici e usurai
e stetti un mese senza fumare.

Quel cappotto di ermellino
tutto foderato in lamé,
che copriva il tuo corpicino
all'uscita del cabaret.
Risulto', in fin dei conti,
piu' duraturo del tuo amore:
il cappotto lo sto pagando
e il tuo amore gia' e' finito.

 
 
 
 
Scrivere a:
Maurizio Mazzotta
elisiana_m@hotmail.com
 
 
 
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