L’affettività è il modo in cui l’individuo si pone in relazione con se stesso e con l’ambiente.  
 
Franco: - Ti dico che viene meglio così.-
Gianni: - Ascolta. Non ti stai accorgendo che così è sbagliato
  
 
“Ascolta, figliolo”: molti hanno cominciato così la loro storia di “ascoltatori”.
 
Essere consapevoli delle nostre risposte stimola una riflessione sul nostro modo di interagire con gli altri.
 
Ma io ascolto davvero gli altri?
 
Tutti i gruppi hanno una struttura che si
 
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Tutti i gruppi hanno una struttura...
 
Compito o relazione?

atteggiamenti e comportamenti quando siamo insieme agli altri

Secondo alcuni studiosi quando siamo insieme agli altri manifestiamo atteggiamenti e comportamenti che tradiscono certe nostre esigenze relative allo stare insieme, riconducibili schematicamente a due fondamentali. O diamo più importanza a ciò che stiamo facendo o vogliamo fare insieme, oppure diamo più importanza proprio al fatto di stare insieme. Il nostro interesse tende con una certa sistematicità ( ovviamente con le dovute eccezioni ) ad essere più impegnato sul compito ( qualunque esso sia, anche di gioco ) oppure ad essere più impegnato nella relazione.
Per intenderci tutti e due i tipi di comportamento sono importanti e necessari. Si pensi a un amico che organizza un viaggio all’Estero, fa tutto lui e si diverte e noi ci affidiamo e l’anno successivo vogliamo ripetere l’esperienza. E si pensi quando il nostro gruppo di amici subisce degli scossoni per incomprensioni o peggio e c’è chi si prodiga e riesce a rimettere le cose a posto.

Può tornare utile l’allenamento che si propone. Non tanto per conoscere se stessi: basta meditare un attimo sui nostri comportamenti in gruppo per riconoscere le nostre esigenze. Quanto piuttosto per individuare e distinguere con precisione tutta la vasta gamma dei comportanti e degli atteggiamenti di chi è impegnato sul compito e quelli di chi è impegnato sulla relazione.
Più impegnativo è senz’altro individuare quegli atteggiamenti e quei comportamenti che, al contrario degli esempi sopra riportati, producono effetti negativi. Così pure è impegnativo ipotizzare tutta la gamma di questi effetti negativi, per esempio provare a elencarli per avere insomma le idee chiare sulle reazioni ( espresse o non ) degli altri quando i nostri comportamenti tendono ad essere solo e soltanto di un certo tipo.

Allora la situazione è questa. Siete una giovane coppia, omo o etero non ha importanza, età trenta/trentacinque anni, state bene insieme e avete un sacco di amici a cui tenete. Bene! E’ un pomeriggio di autunno-inverno piovoso e freddo ed è un sabato, perciò dopo aver abbondantemente giocato, orizzontalmente, tra di voi, i vostri pensieri corrono ai vostri amici. E’ il momento giusto. Cercate ( per carità non accusatevi! rovinereste queste ore stupende ) di individuare i comportamenti di cui sopra, facendo esempi concreti, e ipotizzate le reazioni. Infine ognuno di voi riveli a quale categoria appartiene e quali rischi corre.

Intanto alcuni esempi:

interesse per il compito

• ricordare lo scopo dello stare insieme (compito di lavoro o tempo libero )
• stabilire obiettivi precisi, strategie per realizzarli, tempi di realizzazione
• fornire spiegazione, dare e chiedere informazioni
• individuare i problemi e proporre anche soluzioni

interesse per la relazione

• stabilire il contatto
• ascoltare e sostenere le idee degli altri
• reagire positivamente ai comportamenti degli altri
• ridurre le tensioni, favorire la coesione

Dedicato a chi sta bene col proprio partner e con gli amici

 
 
 
Scrivere a:
Maurizio Mazzotta
Elisiana Massafra
 
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