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I temi del tango
di Gino Pastore
 

Il tango è triste?

Un altro luogo comune considera il tango "triste". In realtà, data l'immensa produzione sia di testi che di musica, il tango rappresenta tutti gli stati d'animo dell'uomo nel contesto storico in cui vive, con i suoi sentimenti, emozioni, gioie, drammi... Nel tango "Siga el corso" si rappresenta con gioiosità una sfilata di carnevale. Il Carnevale è stato un momento importante per lo sviluppo di questa musica e ballo. C'erano centinaia di orchestre dal vivo a Buenos Aires che animavano le serate danzanti nelle diverse accademie, saloni, caffè... nella prima metà del novecento.
Nel secondo tema "Un baile a beneficio", si rappresenta una serata di ballo in un ambiente di borgata, descrivendo i vari personaggi con i loro soprannomi. Si ha la sensazione di vedere uno di quei tipici film comici, muti e in bianco e nero dell'inizio del novecento. Spesso balliamo senza conoscere il testo del brano e ci affidiamo solo alla musica. Generalmente i cantanti sono dei baritoni, come anche gli strumenti utilizzati per il tango si basano su note piu' basse rispetto al "tenore". Questo forse ha generato l'equivoco. I toni piu' bassi nella lirica vengono utilizzati per rappresentare storie serie, tristi... É il ruolo del padre, dell'amante terzo incomodo... mai dell'attor giovane.
Piú che di "tango triste", sarebbe piú logico parlare di tango come rappresetazione delle due facce della medaglia della vita; allegra e triste, felice e disperata, comica e drammatica...

Lungo il defilè
(Siga el corso)
Francisco Garcia Jmenez,1926

Questa Colombina
ha messo sulle sue occhiaie
il nerofumo del fuoco
del suo cuore...
Quella marchesa
dalla risata pazza
si è dipinta la bocca
per baciare un claun.
Incrocia dal palco fino al carro
la stella filante
nervosa e sottile,
come una pittoresca spilla
sulla notte
del Carnevale.

Dimmi chi sei,
dimmi dove vai,
allegra mascherina
che mi gridi nel passare:
"Che fai?" "Mi riconosci?"
Ciao... Ciao... Ciao...
Io sono la misteriosa
donnina che cerchi!"

Togliti la maschera!
Ti voglio conoscere!
I tuoi occhi, per il defilè,
vanno cercando la mia ansietà.
Le tue risate mi fanno male!
Mostrati come sei.
Dietro i tuoi disvii
tutto l'anno è Carnevale!

Con sonora burla
tuona la cornetta
di una provocatoria
dama in trasparente.
E fra gridi e risate,
bella mascherata
giura che l'ammazza
la passione per me.
Sotto i folli cartelli
passano i fedeli
del dio giocondo
e va attaccando al mondo
i suoi sonagli il Carnevale.

Un ballo per beneficienza
(Un baile a beneficio)
José Fernández


Con il lungo Pantaleone,
Peppino e Giovanni il pazzo,
l'ubbriaco Santillan,
Tito e Ramon lo zoppo,
uscimmo con l'intenzione
di andare a un ballo ordinario
a beneficio di un reo
che stava carcerato
in Devoto e accusato
per storie di furto.

Al buffet per le bevande
stavo con Tito e Santillan,
che giá stava mezzo muto
per la sbornia che aveva;
ma lí incontrai una ragazza
succhiando che era un piacere.
Stava il chitarrista Augusto,
Gatillo, Potranca lo sfregiato
e Zorro, con una sbornia
che a vederlo dava noia.

E nell'ambiente delle ragazze
stavano quelle di Mendieta
con la magra Pañoleta,
la Paja Brava e la Cinese,
Pichota, la Rondinella,
la ladruncola Encarnación,
la Strabica del Cortile,
l'Amante di Pugnalata,
Sarita della Sfregiata,
e la Bigia del Viottolo.

Anche la lunga Sofia
donna Lola e la Romana,
la Birbante e la Padrona,
e la piccola Maria,
la baffuta Lucia
la Ciarlatana, la Zulema.
C'era tutta la crema
con i suoi abiti domenicali
e mi sembró che intera
fosse arrivata la discarica.

Nel ballo, in continuazione,
era audace la comitiva,
e, fra figure e sospensioni,
una bruna tracagnotta
ballando con un principiante
dette al Pazzo una pestata
precisamente sull'alluce:
se Santillan non si intromette
il Pazzo le avrebbe dato un pugno.

Ma un piccolo sfacciato
dette al Pazzo una scoppola;
che lo fece cadere con fracasso
facendogli sbattere il muso.
Intervenne Pañoleta
per regolare la questione,
il piccoletto per un angolo
se la voleva svignare,
ma lo suonó
con un pugno Pantaleone.

Dopo si inalbetó la disputa:
pugni, calci, banconate...
Santillan sparó un colpo
da una pistola che aveva.
Tutta la gente correva,
restó la casa deserta;
per terminare la serata
io mi portai un bandoneon,
un Perramus, Pantaleone
e il Pazzo con il muso gonfio.

 
 
 
 
Scrivere a:
Maurizio Mazzotta
Elisiana Massafra
 
 
 
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